Lo yoga ed i suoi benefici

Yoga

Lo yoga è una nobile e antichissima disciplina di origine indiana che s’interessa del benessere dell’individuo. Sono più di 4000 anni che è praticata. S’interessa del benessere inteso come vigore fisico e spirituale, perché l’uno non è distaccato dall’altro e consente la comunicazione dell’individuo sia con se stesso sia con la realtà circostante. Yoga significa “unione”, legame del corpo e della mente, unione dell’uno con il mondo esterno, unione del sé individuale col sé universale. Essere in uno “stato di yoga” significa essere decondizionati, centrati e unificati.

 Nel suo significato più profondo, lo yoga non è solo filosofia, bensì una scienza spirituale che conduce alla realizzazione del Sé, che studia tutti i processi di nascita, di crescita e di trasformazione dell’essere umano. Il suo obiettivo è elevare la consapevolezza, ricercare l’equilibrio, il benessere e l’armonia del corpo e della mente.

La pratica yoga, rientra in un’ottica volta a promuovere quella che ultimamente è definita “psicologia della salute” o “filosofia del corpo”, mette in atto una serie di strategie preventive e impegna molte pratiche differenti utili a favorire un contatto con la propria persona –fisica e psichica che sia profondo ed equilibrato.

Entrare in contatto con la propria corporeità, percepire le proprie sensazioni, emozioni, in sintesi conoscersi, aiuta a risolvere e a evitare disturbi psicologici legati alla propria immagine corporea e psichica.

La capacità d’introversione dell’individuo, di questo si tratta quando ripieghiamo su noi stessi e sulla nostra corporeità, avvertendo ogni distensione mentale e allungamento muscolare offerto dalle tecniche yoga, spinge a scoprire territori sconosciuti dove la percezione di sé e quella dell’energia universale si fondono insieme.

Le tecniche di base del lavoro partono proprio dal corpo, per sciogliere le tensioni e i blocchi fisici che impediscono il fluire naturale dell’energia. Lo yoga insegna a percepire la propria energia, a controllarla, esprimerla e condividerla in modo equilibrato, si basa sull’esperienza diretta, dove la teoria riceve conferma immediatamente nella pratica, nel” qui ed ora”. E’ investito, oltre l’aspetto fisico, quello mentale, emotivo e spirituale, tendendo allo sviluppo armonico dell’uomo nella sua interezza (i Lama buddisti del Tibet considerano il corpo come un gioiello prezioso che ci permette di crescere interiormente e di evolvere, se il corpo è sofferente, ne risente sia la psiche sia lo spirito.).

I disagi del corpo sono sempre disagi della mente e viceversa poiché il nostro essere è un tutt’uno. Il lavoro fondamentale è sulla consapevolezza. Più si diventa consapevoli di se stessi, delle proprie dinamiche mentali, fisiche e psicologiche e più si riesce ad affrontare i propri disagi e a risolvere i problemi migliorando lo status psico-fisico e i propri atteggiamenti.

Lo yoga comprende una serie di esercizi e di tecniche sia fisiche sia respiratorie, di meditazione e di rilassamento per favorire l’integrazione e l’armonia del sistema corpo-mente-spirito. Queste tecniche calmano ed equilibrano la mente rendendola ricettiva agli influssi più elevati.

 In occidente la tecnica yoga più diffusa è quella dell’Hatha Yoga Pradipika, basato su posture fisiche (asanas) e su esercizi di respirazione (pranayama), e di pratyahara (controllo dei sensi), secondo l’hata yoga il pranayama è l’arte del ritmo, la capacità di gestire il prana. Ogni postura fa confluire maggiore energia vitale (prana) verso specifiche parti del corpo.

La filosofia dello yoga afferma che se la mente può influire sul corpo (come ammettono gli psichiatri)[1] è vero anche il contrario e cioè che il corpo influisce sulla mente. Se siamo nervosi e depressi, o soffriamo d’ansia, il nostro stato mentale si rispecchia nella funzione, nel controllo e nell’aspetto del nostro essere fisico. Per es. nell’ansia cronica, il nostro stato mentale abituale può produrre cambiamenti organici nel corpo che portano disturbi come le ulcere gastriche, la colite, le cardiopatie, ecc. Il hata yoga è la scienza che ristabilisce l’equilibrio mentale e fisico dell’individuo, invertendo il processo che porta alle problematiche psicosomatiche, attraverso la coordinazione e l’unione dei due aspetti fisico-mentale tramite la disciplina conscia del corpo. La sua corretta assunzione dipende soprattutto dall’atteggiamento mentale del praticante durante l’esercizio. Quando si sta bene fisicamente col corpo, stanno meglio anche gli organi interni. Se si è sereni non ci saranno somatizzazioni. Il lavoro fisico e mentale è sempre un lavoro di rilassamento e di centratura.

Pavlov scoprì il principio del “condizionamento” e del riflesso condizionato, già noto da millenni agli hatha yogin. Basandoci su questa possibilità di condizionare il corpo e di conseguenza la mente, il hatha yoga va ad agire sul rilassamento interiore.

Lo yoga, ci parla di una corrente “solare” e una “lunare”, rappresentate alternativamente dalle correnti energetiche chiamate Pingala e Ida che scorrono lungo l’asse rappresentato dalla colonna vertebrale e dal canale centrale chiamato Shushumna (canali sottili detti nadi).

Secondo un principio energetico, nel corpo umano si muovono correnti opposte di energia e il suo buon funzionamento dipende dall’equilibrio di queste forze. I marma hanno uno stretto rapporto con i sistemi dei chakra e delle nadi descritti dal pensiero yogico. I marma sono importanti centri pranici [2], tendono a trattenere anche le emozioni negative e la tensione nervosa. Agendo sui punti marma è possibile controllare il prana, tramite il prana possiamo controllare gli organi motori, gli organi sensoriali e infine l’insieme corpo-mente[3].

 Anche secondo il pensiero cinese la salute dipende da giusto equilibrio di due forze chiamate yin e yang legate rispettivamente a un aspetto femminile e uno maschile. L’equilibrio del flusso dell’energia nel corpo porta armonia sui vari piani, fisico, mentale, emotivo e spirituale attivando così la forza o energia vitale o anche, seguendo la tradizione orientale, prana, che permette a ogni organismo di vivere. L’Hata yoga ha come scopo di armonizzare i “poli” psicofisici e ciò significa salute del corpo e autorealizzazione.

Alla disciplina dello yoga si unisce la tradizione antichissima Hindu del sistema dei chakra utile per capire la mappa della coscienza che rappresenta il corpo.

di  Arleo Elisabetta.


[1] Yoga psicosomatico, pag 11.

[2] I marma sono importanti centri pranici o energetici del corpo, sono 108.

[3] Guarire con la terapia dei marma, Dr.D. Frawley, Dr.Subhash Ranade, ed. il punto  d’incontro.

Corpo,mente e duende : Flamenco

Patricia Rodriguez

Il Flamenco nasce dall’intreccio delle tradizioni culturali e musicali dei diversi popoli che si sono stabiliti in Andalusia (in particolare nel triangolo geografico tra Siviglia, Cadice e Cordoba) con il ricco folclore autoctono, da sempre sensibile a influenze orientali. Questo incontro ha dato origine a un grande numero di stili diversi (i palos) che formano la trama del complesso tessuto chiamato Flamenco. In Andalusia la musica e la danza sono parte integrante della vita quotidiana, manifestazione della gioia di vivere e dell’amore per la propria terra e per la propria gente. Verso la fine del secolo XIX, con la creazione dei caffès cantantes (locali notturni dove a spettacoli di varietà venne affiancato il Flamenco), gli interpreti diventano professionisti e si confrontano con un pubblico nuovo: è la Età dell’oro del Flamenco. Il Flamenco si sviluppa e si codifica (soprattutto ballo e guitarra); si creano nuovi stili, si affinano le forme, si amplia il repertorio. Si insiste su temi come l’amore, il destino, la fatica di vivere, la morte, la miseria, la solitudine, temi universali che hanno permesso che il flamenco arrivasse a diventare un modo di sentire non solo dei gitani e degli andalusi, ma di tutti coloro che condividono una particolare visione del mondo. Il Flamenco è oggi un’arte che spazia dal piccolo locale, il tablao, ai palcoscenici dei maggiori teatri del mondo. Ciò che importa è la sincerità espressiva, la generosità e l’alienazione dell’interprete, caratteristica dell’arte più pura, in una parola: il duende. Il Flamenco di Nadia Canderoli e Elisa Diaz, Xenia Tascabili, 1998, Milano. Il giorno del Flamenco è il 16 novembre che commemora il giorno in cui fu definito Patrimonio Culturale Immateriale de la Umanità dall’Unesco nel 2010.