Ecco come smaltire le abbuffate di Natale e Capodanno

dieta post natale

Dopo gli interminabili pranzi e cenoni, tipici del periodo di Natale e Capodanno, si finisce, inevitabilmente, col sentirsi gonfi e appesantiti. Cosa fare, dunque, per rimettersi in forma? Per prima cosa, evitate di salire sulla bilancia. Secondo quanto consigliato anche dai nutrizionisti, bisogna mettersi a dieta senza lo stress continuo di verificare i risultati nell’immediato.

D’obbligo disfarsi delle montagne di dolcetti e cioccolatini che fanno bella mostra di sé all’ingresso o sul tavolo della sala da pranzo, adottando un piccolo trucco quando si mangia: quello di utilizzare un piatto piccolo. E’ un dato di fatto che, mettendo la stessa quantità di pasta in due piatti di diverse dimensioni, saremo portati a chiedere, per il piatto di dimensioni più grandi, il bis, in quanto ci sembrerà di aver mangiato di meno. Per rimettersi in forma, sì ad una dieta depurativa, leggera ma non punitiva. Mai rinunciare alla colazione, purché sana e nutriente, magari con frutta fresca di stagioni tagliata a pezzi, da abbinare a dello yogurt bianco magro e ad una manciata di noci, nocciole o mandorle. Sì al thè verde, antiossidante e disintossicante, e alle tisane sgonfianti che contrastano la ritenzione idrica. Da provare gliinfusi di menta, finocchio, liquirizia, cardo mariano.

Ottime le spremute (es. quella di limone e pompelmo), così come 2-3 gallette di riso con un velo di marmellata. E a pranzo? Si al riso integrale (grano saraceno, farro, con gamberetti e zucchine, ad esempio, o con un mix di verdure salate in padella, utilizzando verdura, cruda o al vapore, a volontà come contorno. E la sera? Sbizzarritevi con le zuppe (es. di cipolla, carote, spinaci), con brodini e minestroni. In linea generale, ideali per rimettersi in forma, la frutta e la verdura di colore giallo/rosso, ricche di betacarotene e vitamina C e gli ortaggi a foglia verde. Si a lattuga, cicoria, rucola, spinaci, carciofi, asparagi, ma anche zucche e carote; broccoli e finocchi. Evitate gli zuccheri raffinati, dolcificando le bevande naturalmente (es. col miele), evitate gli alimenti con coloranti sintetici, conservanti e altri additivi, no ai grassi idrogenati e alla margarina.

Limitate il consumo di proteine animali, prediligendo pesce, ricco di omega 3 e, come condimento, il salutare olio d’oliva. Eliminate fritture, alcolici, bevande gassate, riducete al minimo l’uso di sale e soprattutto non abbiate fretta di rimettervi in forma. Ritornate semplicemente alla normalità, evitando cheat day e stravizi. Praticate attività fisica con continuità, tutto l’anno, eccezion fatta per le settimane di scarico/riposo, comunque indispensabili, tenendo presente che lo sport rilascia endorfine, utili a migliorare l’umore, prevenendo diabete, colesterolo, patologie cardiovascolari e diminuendo drasticamente il grasso corporeo. D’obbligo, poi, dormire almeno 8 ore per notte, in modo da evitare nervosismi e rallentamenti di metabolismo.

Viaggi e cambio di alimentazione: i rischi per la salute

viaggi e alimentazione

Viaggiare è tanto piacevole quanto rischioso sotto il profilo della salute. Il cambio di alimentazione, oltre al clima e a una certa predisposizione individuale, può comportare disturbi ad ampio spettro: dalla nausea alla diarrea, dai crampi addominali alla febbre.Sintomi che subentrano quando gli alimenti ingeriti sono contaminati da batteri nocivi o ignoti all’organismo, che fatica pertanto a riconoscerli e combatterli. I disturbi si presentano già dai primi giorni e, qualora non si cronicizzino, vengono meno entro un intervallo di tempo limitato, massimo una settimana. Tra i principali microrganismi coinvolti, responsabili principalmente della dissenteria, si annoverano Escherichia coli, Shigella, Salmonella e Campylobacter. Come agire in questi casi?

Prima regola è la prevenzione. Vale a dire che i cibi non confezionati, come frutta e verdura, andrebbero preferibilmente evitati o, in alternativa, lavati con soluzioni sanificanti, in grado di eliminare eventuali batteri nocivi. Da evitare anche latte, formaggio, gelato, pesce crudo e street food, a meno che non venga cucinato al momento. I cibi cotti non dovrebbero comportare grossi rischi ma molto dipende dalle condizioni igieniche dell’ambiente circostante. Difatti il contatto con insetti contaminati, mani sporche e via dicendo può comprometterne lo stato. Stessa raccomandazione per le bevande, in particolare l’acqua, che dovrà essere rigorosamente imbottigliata.

Ma la prevenzione, per quanto importante, talvolta si rivela inefficace e, in questi casi, è fondamentale agire sul ripristino dell’equilibrio batterico, così da riportare l’organismo a una condizione di normalità. Qui entrano in gioco i simbiotici e, in particolare, quelli a base di fermenti lattici vivi e fibra di psyllium, la cui azione combinata è in grado di nutrire la microflora batterica intestinale rendendola meno vulnerabile agli attacchi esterni.

Se l’importanza dei fermenti lattici è risaputa, meno note sono le proprietà benefiche della fibra di psyllium, vero toccasana per la salute. Trattasi di una fibra parzialmente solubile, la cui assunzione associata ai fermenti lattici è indicata in caso di disturbi intestinali, compresa la diarrea del viaggiatore. Difatti la parte mucillaginosa del seme di psyllium, una volta ingerito con acqua, crea un gel che favorisce il transito intestinale.

(FONTE: http://www.tantasalute.it/articolo/viaggi-e-cambio-di-alimentazione-i-rischi-per-la-salute/53685/ )