Come l’allenamento migliora i nostri muscoli

L’etimologia della parola allenamento deriva da : AD LENAM, ossia acquisire fiato e resistere allo sforzo, quindi aumentare la forza. L’allenamento rappresenta lo stimolo biologico che consente al nostro organismo di adattarsi ad una situazione di stress massivo.

L ‘adattamento è quel complesso di reazioni sistemiche non specifiche che si verificano nell’organismo dopo l’esposizione di uno stress prolungato, intendendo per stress la reazione tendente al ripristino dell’equilibrio alterato da una sollecitazione indotta da uno stimolo esterno. Lo stressor principale nell’allenamento è l’esercizio fisico e più precisamente dall’attività muscolare.

Le modificazioni che il muscolo subisce possono riassumersi in ipertrofia, perdita di grasso sottocutaneo e capillarizzazione.

Il muscolo dell’atleta che appare tonico, asciutto è ben evidente perché utilizza il grasso sottocutaneo come materiale energetico oltre che ad una perdita di acqua. La modificazione più importante è la capillarizzazione , cioè l’apertura di tutti i capillari muscolari, cioè anche quelli che nel sedentario sono chiusi, secondo nuovi studi si pensa anche alla formazione di nuovi capillari . Questo adattamento permette al muscolo allenato di lavorare in aerobiosi a livelli di prestazioni che richiedono nel muscolo non allenato l’intervento di meccanismi anaerobici.

La contrazione del muscolo, porta all’ipertrofia, ossia ad un aumento del volume di ogni singola fibra.

Uno degli effetti principali dell’allenamento è quindi quello di aumentare il reclutamento contemporaneo di unità motorie ed il volume del muscolo, che come abbiamo gia detto non si verifica a carico del numero delle miofibrille ma con aumento della ipertrofia delle stesse.

L’ultimo cambiamento muscolare indotto dall’allenamento è l’aumento di potenza mediante le sue contrazioni, sia perché assistiamo ad un aumento locale delle riserve energetiche sia perché il muscolo allenato è più sensibile a rispondere allo stimolo nervoso quindi più pronto all’ordine della volontà.

Ricorda sempre che per avere ottimi risultati non deve mai mancare una dieta equilibrata.

buon allenamento

Come prevenire dolori alla schiena?

Stretching

L’80% della popolazione viene colpita da problemi di schiena. Non ci sono categorie specifiche di soggetti che soffrono di problemi alla schiena più frequentemente di altre; gli operai ne sono affetti tanto spesso quanto gli impiegati, gli uomini tanto frequentemente quanto le donne.

Di tutti coloro che soffrono di lombalgia , il 70%circa rientra nell’attività lavorativa dopo circa una settimana di convalescenza, il 90% entro 3 mesi.

La diagnosi dei problemi alla schiena è posta in seguito a un’accurata valutazione del dolore, ai risultati dell’esame clinico, alla funzionalità della schiena, ai fattori costituzionali e ai segni radiografici.

Devono essere prese in considerazione la localizzazione, l’intensità ,la durata e la qualità del dolore, cosi come i fattori che lo peggiorano  o lo alleviano.

La funzionalità della schiena deve essere valutata riservando particolare attenzione all’arco di mobilità, agli schemi motori , al tono e al controllo muscolare e ai fattori costituzionali. Le alterazioni della forma della colonna, come un’accentuata curva a forma di S (scogliosi) possono essere importanti quanto l’aspetto fisico.

Dopo una valutazione da parte di un medico specialista, al paziente  si consiglia sempre un percorso riabilitativo, formato da 2 step principali;

  1. Ginnastica Posturale con un fisioterapista
  2. Ginnastica preventiva o Pilates seguita una un professionista del settore (solitamente un laureato in scienze motorie e sportive)

Spesso si da poca importanza  al recupero riabilitativo con  ginnastica preventiva o Pilates, perché solitamente il paziente ha passato la fase di dolore acuto e quindi teoricamente non ha necessita di eseguire un lavoro in palestra.

La tecnica riabilitativa con un percorso conservativo è una delle tecniche più consigliate dagli medici, ma purtroppo è una delle tecniche meno apprezzate dai pazienti.

Consiglio vivamente a tutti di provare percorsi di ginnastica riabilitativa o di Pilates per prevenire patologie dolorose al rachide. Diffidate da chi non ha una buona formazione alle spalle, da chi non vi domanda il perché dovete fare Pilates o Ginnastica Riabilitativa, da chi non vi chiede una diagnosi medica, perché esecuzioni di esercizi sbagliati possono provocare gravi danni.